Accordi per la popolazione infantile Bielorussa

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 venerdì 25 gennaio 2008


Due accordi che consolidano l’impegno della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” per la popolazione infantile bielorussa.

La Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ha stipulato il 21 gennaio 2008 ed il 24 gennaio 2008 due accordi con le Autorità Governative della Bielorussia che permetteranno in futuro l’uno di promuovere iniziative di formazione professionale, superiore ed universitaria nonché inserimenti lavorativi nella realtà produttiva della Repubblica di Vitebsk e l’altro per definire un progetto, interventi e priorità per tutti i bambini malati di mucoviscidosi.
L’accordo  tra la Regione di Vitebsk e le Provincia Autonoma di Trento è stato siglato dal Capo dipartimento dell’Istituzione nella Repubblica, signor SCIUROK e dall’Ass. Beresi per la Provincia Autonoma di Trento, nonché dal Presidente della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” Dott. Fabrizio Pacifici e dal responsabile dell’Associazione Trentina “Aiutiamoli a Vivere” Sig. Vittorio Manzoni. L’intesa ha come oggetto la promozione di iniziative di formazione superiore ed universitaria, destinate a giovani particolarmente bisognosi e meritevoli, con particolare attenzione ai ragazzi ospiti o provenienti da internati.
Per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione dell’andamento di queste collaborazioni si impegneranno a definire un Comitato Tecnico costituito da n° 7 membri (n° 1 Provincia Aut. Di Trento, n° 2 da Associazione “Aiutiamoli a Vivere”, n°1 Ministero Istr. Vitebsk, n°1 scuola Professionale Vitebsk, n°1 Università).
L’intesa avrà la durata di tre anni dalla data di sottoscrizione e sarà rinnovabile alla scadenza.
L’ipotesi di Accordo definito con il Ministero della Sanità della Repubblica di Belarus sarà portato all’approvazione del Consiglio dei Ministri dopo che l’apposito Comitato di Gestione, composto da:

  • -1 rapp. Del Ministero della Sanità
  • -1 rapp. Dipartimento Aiuti Umanitari
  • -1 rapp. Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”
  • -1 rapp. Ass. “Salviamo i bambini” della Repubblica di Belarus

 avranno espletato il compito di :

  1. Provvedere alla stesura del Progetto complessivo per i bambini malati di mucoviscidosi;
  2. individuare annualmente le priorità e preporre gli interventi da effettuare;
  3. garantire la successive e corrette esecuzioni degli interventi approvati;

Due accordi che delineeranno nuovi scenari per il Progetto “Scuola – Fabbrica” e per il “Progetto Mucoviscidosi”.
Infatti si potrà ricominciare a sperimentare concretamente  l’inserimento lavorativo dei ragazzi appositamente selezionati nella Regione di Vitebsk o nelle due realtà di Sennò e Cernitsy sia provenienti da famiglie bisognose di villaggi compresi in tale realtà territoriale.
Un approdo ideale al lavoro che in modo certosino è stato definito in questi anni attraverso i percorsi educativi e formativi realizzati con il progetto “Scuola – Fabbrica” .
Veder concretizzato lo sforzo di migliaia di famiglie italiane che auspicano un futuro migliore per i bambini ospiti è finalmente realtà.
È chiaro che dovremo essere attenti a non perdere tale occasione che le Autorità Governative di Belarus ci stanno offrendo.
Sperimentare percorsi di inserimento lavorativo azioni di sostegno per inserimenti lavorativi professionali finalizzati ad un’occupazione ed aiuti concreti atti al raggiungimento della Laurea per i più meritevoli negli studi, sarà sicuramente coinvolgente e determinante per il futuro dei bambini e dell’intero progetto “Scuola – Fabbrica “ che vuol essere “modello” da ricreare in ogni Regione della Repubblica di Beralus.
Parimenti l’accordo con il Ministero della Sanità per i bambini malati di mucoviscidosi sancisce la fine dello “spontaneismo” odierno a favore della “consapevolezza” che è arrivato il momento di organizzare interventi ben  inscritti in una programmazione definita con il sistema sanitario della Repubblica di Belarus.
Il Comitato, di cui la Fondazione è membro permanente, avrà il compito di programmare interventi all’intero del Piano Sanitario Nazionale e non più o soltanto in funzione dell’emergenza del momento.
Si dovrà ripensare al modo di concepire i nostri interventi, così come abbiamo fatto con i “Tir della Speranza” e le “Vacanze – Lavoro” diventati strumenti indispensabili per il processo di sviluppo della “Scuola – Fabbrica”, al fine di poter realizzare opere di ristrutturazione per il Centro Nazionale di Minsk dei bambini malati di mucoviscidosi, interventi per creare poli diagnostici,  interventi di formazione e riqualifica sul personale impegnato in tale settore senza tralasciare la somministrazione dei farmaci sia in modo ordinario che emergenziale che l’associazione delle famiglie “Salviamo i bambini” di Minsk segnalerà per gli appositi interventi conseguenziali.
Le Autorità Governative Bielorusse hanno riconosciuto la necessità di definire un programma pluriennale dove la Fondazione, l’Associazione delle famiglie dei bambini malati di mucoviscidosi e gli organi Istituzionali facciano la propria parte avendo stabilito, a monte, obiettivi comuni e condivisi al fine di rendere maggiormente efficace l’azione dei soggetti coinvolti nell’azione preziosa di aiutare tutti coloro malati di mucoviscidosi.
Quando il Comitato paritetico delineerà  i contenuti del piano pluriennale, il Ministero della Sanità della Repubblica di Belarus ha chiesto alla Fondazione di portarlo all’approvazione del Consiglio dei Ministri  al fine di coinvolgere tutti i settori, per competenza, delle Istituzioni nazionali e locali destinatari delle azioni e nell’iniziativa individuata affinché non ci siamo più ostacoli al lavoro della Fondazione e delle famiglie bielorusse impegnate con tutti i bambini malati di mucoviscidosi che finalmente  possono scorgere un barlume di speranza.
Accordi stipulati per il Progetto “Scuola – Fabbrica” e la “Mucoviscidosi” lasciano intravedere che il processo delineato dalla Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” dallo “spontaneismo” alla “consapevolezza” non rimarrà nelle intenzioni ma sarà concretizzato attraverso appositi atti ed iniziative (come quelli appena citati) che valorizzeranno ciò che lo “spontaneismo” è riuscito a realizzare con la “consapevolezza” di aver individuato “obiettivi” e “strategie” a portata di mano  per l’attuale capacità propositiva e gestionale di tutti i livelli organizzativi della Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”.

Il Presidente
Dott. Fabrizio Pacifici

Ambasciata della Repubblica di Belarus in Italia

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giovedì 26 aprile 2007
Nota informativa


La catastrofe di Chernobyl, che il 26 aprile 1986 ricoprì con una nube micidiale più di 20 paesi europei, divenne, per le sue dimensioni e conseguenze, il più grave disastro tecnogeno nella storia umana. Le sue conseguenze sociali, mediche ed ecologiche non sono ancora studiate fino in fondo.
Tra tutti i Paesi del mondo la Bielorussia subì il colpo più pesante della catastrofe di Chernobyl. Attorno al 70 % delle sostanze radioattive espulse nell’atmosfera in seguito al disastro alla centrale nucleare di Chernobyl precipitarono sul territorio bielorusso, il 23% del quale fu inquinato di radionuclidi.
Le precipitazioni radioattive sprigionate dall’incidente di Chernobyl raggiunsero 3600 centri abitati del Paese (oggi il loro numero complessivo si riduce a 2500). 2,64 mila km2 dei terreni agricoli furono banditi dall’uso, mentre furono abbandonati 22 giacimenti di minerali utili e liquidate 60 aziende agricole.
Il danno sommario provocato alla Bielorussia dalla catastrofe di Chernobyl, calcolato per il trentennio successivo al disastro, viene stimato a 235 miliardi di dollari USA, cioè a 32 budget nazionali che il Paese aveva nell’anno 1985.
Attualmente nelle zone contaminate dalle radiazioni risiedono circa 1,4 milioni di persone, di cui 260 mila bambini.
I vertici bielorussi attribuiscono una particolare attenzione non solo ai temi della liquidazione delle conseguenze della catastrofe, ma anche a quelli della protezione sociale e medica della popolazione residente nelle aree colpite.
In Bielorussia sono in vigore le leggi “La protezione sociale dei cittadini-vittime della catastrofe alla centrale nucleare di Chernobyl”, “Il regime legale dei territori sottoposti all’inquinamento radioattivo in seguito alla catastrofe alla centrale nucleare di Chernobyl”, “La sicurezza radioattiva della popolazione”. Ai sensi di questi atti normativi nel Paese si effettuano regolarmente i controlli sui livelli della radiazione nelle aree contaminate, i check-up della popolazione, il risanamento gratuito dei bambini, si sta rafforzando la base materiale e tecnica degli enti del sistema sanitario nazionale, si svolgono ricerche scientifiche nel campo del contenimento delle conseguenze del disastro di Chernobyl.
Uno degli indirizzi principali fissati dal Programma nazionale per il superamento delle conseguenze della catastrofe di Chernobyl per il periodo 2006-2010 è quello di una rinascita economica e sviluppo sostenibile delle aree colpite dalla catastrofe nucleare. I cospicui finanziamenti statali saranno erogati per la sistemazione dei territori contaminati, per l’edilizia abitativa e la stimolazione delle attività delle aziende agricole.
Lo Stato sta mettendo in atto un sostanziale impegno a sostegno degli invalidi di Chernobyl, il cui numero attualmente ammonta a circa 13 mila persone, nonché dei liquidatori del disastro nucleare che beneficiano di una serie di preferenze di carattere sociale e medico. Una grande attenzione viene riservata ai bambini residenti nelle aree contaminate che hanno il diritto a ricevere gratuitamente l’alimentazione, le cure mediche e il risanamento, godono delle preferenze nell’iscrizione alle università ed hanno il diritto alla borsa di studio.
All’inizio del 2007 1,5 milioni di persone tra i residenti delle aree contaminate, liquidatori e sfollati risultavano sottoposti ai costanti controlli medici, di cui 220 mila bambini e 70 mila adolescenti. È stato creato un apposito Ruolo nazionale in cui registrare tutti coloro che abbiano subito dalla catastrofe di Chernobyl. Ogni anno tra il 97 e il 99% dei cittadini soggetti ai check-up vengono esaminati dai medici, mentre tutti coloro che ne abbiano bisogno ricevono cure mediche presso ambulatori ed ospedali. Più dell’80% dei bambini effettuano soggiorni terapeutici presso case di cura e preventorii.
Le misure attuate in Bielorussia hanno consentito il raggiungimento della stabilizzazione nella statistica delle malattie di cui soffrono le popolazioni colpite da Chernobyl, mentre cresce il numero di quei bambini ed adolescenti cui stato di salute è in miglioramento.
L’Italia è il maggiore partner della Bielorussia nell’organizzazione del risanamento dei bambini provenienti dalle aree colpite dalle conseguenze della catastrofe di Chernobyl.
Negli ultimi 15 anni nell’ambito dei vari programmi di accoglienza sono stati accolti in Italia più di 400 mila bambini, il che rappresenta l’80% di tutti i minori stranieri che in quel periodo hanno visitato l’Italia per migliorare la loro salute.
Sono circa 300 le organizzazioni umanitarie attive sul territorio italiano che collaborano con il nostro Paese. Vi partecipano, secondo varie stime, fino a 3 milioni di italiani.
Allo scopo di favorire l’ulteriore consolidamento della cooperazione umanitaria bilaterale per il superamento delle conseguenze della tragedia di Chernobyl sarà prossimamente firmato a Minsk l’Accordo tra il Governo della Repubblica di Belarus e il Governo della Repubblica Italiana sulle condizioni di risanamento a titolo gratuito nella Repubblica Italiana dei cittadini minorenni della Repubblica di Belarus.
La firma dell’Accordo intergovernativo permetterà di smuovere i problemi che si sono verificati nel settembre scorso, in seguito alla sottrazione illegale sul territorio italiano di una minorenne bielorussa. L’Accordo, infatti, creerà un fondamento giuridico necessario per il ripristino, già nel prossimo futuro, dei programmi di accoglienza dei bambini bielorussi in Italia.
In Bielorussia trovano il più alto apprezzamento l’amore e l’affetto che le famiglie italiane dimostrano nei confronti dei bambini bielorussi. Questo movimento, unico nel mondo sia per le dimensioni sia per il significato umanitario, rappresenta non soltanto un importante elemento dell’impegno internazionale teso al superamento delle conseguenze della tragedia di Chernobyl per la salute della popolazione bielorussa, ma anche una base per il consolidamento dell’amicizia e cooperazione, per la crescita della comprensione reciproca tra i popoli bielorusso ed italiano.
Nel suo annuale discorso al popolo e parlamento bielorusso fatto il 24 aprile 2007 il Presidente della Repubblica di Belarus il Sig. Aleksandr Lukashenko ha affermato: “I solidi legami nel campo umanitario si sono creati con l’Italia, la Germania ed altri paesi. Siamo grati ai nostri amici europei per quell’aiuto che ci stanno offrendo nel superamento delle conseguenze della catastrofe alla centrale nucleare di Chernobyl”.
Oggi, nel giorno del 21° anniversario del disastro nucleare di Chernobyl, vogliamo rinnovare la nostra cordiale riconoscenza alle famiglie italiane e loro associazioni che hanno dato una mano alla Bielorussia di fronte alla più grave catastrofe tecnogena della storia umana. Il loro profuso impegno per la salute dei bambini – il futuro della Bielorussia – merita il più alto riconoscimento.

Roma, 26 aprile 2007

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