Visita preliminare progetto lotta all'alcolismo

Scritto da raffaele vezzola. Postato in Comunicazioni dall'Associazione

 

Rogacev incontro con Larissa per la verifica dei club ancora esistenti.

Ne rimangono attivi solamente 3 e lavorano con sue parole “così, così”

Il metodo è un poco cambiato ma, prosegue.

E’ in atto un passaggio dalle scuole ai centri sociali.

 

Dribin municipio incontro con Svetlana ed il vicesindaco per la verifica club trattamento alcolisti. Il vicesindaco ci dice i club si sono fermati

Dopo il corso del 2005 erano nati 8 club oggi ne rimangono 3 funzionanti.

Su 11000 abitanti, 140 persone con problema di alcol, 250 trovate in possesso di alcol

1000 persone non schedate ma sicuramente con problemi alcolcorrelati.

Il sostegno dell’amministrazione é stato presente sin dall’inizio 

Svetlana ci dice che é chi é uscito dall'alcol che oggi  sostiene i club

Non é vero che a Dribin i club sono chiusi

Il club che era di Zoia funziona ancora. 

Alcune persone sono uscite dalla dipendenza dall’alcol ma, non riusciamo a far incontrare queste persone con la popolazione.

Nessun bambino nel 2012 é stato tolto alle famiglie che frequentano i club.

Mamma con 4 bambini a rischio patria podestá portata nel club, ha risolto e ora cura i quattro bambini.

Nei club partecipano anche bambini e uomini.

Siamo fermi perché con ci sono contatti con gli altri club bielorussi ne’ visibilità sul territorio ed é la mancanza di risorse che ci impedisce di fare questo.

Dribin é la regione piú povera, non ci sono bambini che vanno in italia, non ci sono aiuti umanitari, non ci sono sostegni...

Non ci sono soldi per pagare benzina per portare le persone al club.

Proposta di creare un'associazione, risposta: manca un capo

La richiesta sono denaro per sostenere l'attivitá, la visibilitá dei club

Offerta di Sandro per aiuti umanitari e pacchi personalizzati ma, non denaro, non ci é possibile.

Nessuno dei tre servitori di club era un alcolista!!!!! E, ciò, credo sia significativo.

 

Vitebsk 15 scuole  internat,  19 centri anziani nella provincia.

Alcolismo ragazzi un problema

Presentazione da parte di Guido del metodo Hudolin.

Attraverso i club, si cerca di cambiare la società attraverso la condivisione ed il mutuo aiuto partendo dalla famiglia e poi dalla comunità.

La prima richiesta: ci sono stati già dei risultati in Bielorussia?

A Vitebsk esiste giá una persona che segue il problema alcolismo attraverso il comitato aiuto sociale del lavoro, esistono già 10 progetti, l’obiettivo é trovare delle persone e attraverso l'affetto e l'amore, riportarli a vivere normalmente.

Progetti per anziani, per chi é uscito dalla prigione, per le famiglie in difficoltà economica... 

Le persone in difficoltà rimangono da da sole pertanto possono cadere nell'alcol.

L'idea é collaborare con la polizia, chi esce dalla prigione é a rischio, con l'aiuto della polizia si é iniziato ad entrare nelle famiglie.

Se una famiglia ha difficoltà sociali, il bambino viene tolto ad essa, l'obiettivo é impedire questo.

Oggi abbiamo giá 16 persone che collaborano. Ad alcune persone abbiamo rifatto i documenti che avevano perso, abbiamo fornito aiuto psicologico e lavoro.

Non esiste più fiducia, é indispensabile ricrearla.

Il progetto della Fondazione potrebbe essere un aiuto

Si potrebbe fare un tentativo a Polosk, un paese di 5000 abitanti a nord di Vitesbk.

Disponibilità a mandare a Rogaciov per frequentare il corso da 2 persone.

Corso gratuito e aperto a tutti.

Per il corso a Polosk Vera é disposta ad organizzare tutto ciò che serve.

 

Ivie A pranzo ci ha raggiunto Alessandro, Il responsabile scolastico che si é interessato al progetto lotta all'alcolismo e chiede la possibilità di partecipare.

A Ivie vivono il problema dell’alcol.

La maggior parte dei bambini negli istituti proviene da famiglie con problemi per l’alcol.

L'alcolista non crede di avere un problema, non pensa di dover essere aiutato. Solo quando vengono tolti loro i figli, accettano di dover fare qualche cosa.

 

Quando proponi il progetto di lotta all'alcolismo, l'interesse si accende ma, in fondo, dall'Italia, la speranza é la bacchetta magica che con un tocco rapido e indolore risolva il problema.

 

 

Minsk incontro con i servitori di club 14 presenti + olga e svetlana le nostre interpreti

Saluto di Guido

Mikail di Mozir + un consulente indipendente di una organizzazione bielorussa attiva nella lotta all'alcolismo

Tatiana, Victoria, Olga  e Svetlana da Mozir

Caterina e Axana da Dribin

Galina provincia di Mozir

Natalija da Kalinovichi 1 club

Irina Mozir e Kalinkovichi

Tatiana, Zoia ed Irina da Mogilev

10 club ancora attivi in Bielorussia (3 a Mozir, 3 a Dribin, 3 a Mogilov, 1 a Kalinkovichi)

Guido introduce l’aggiornamento del metodo Hudolin e apre alla discussione.

Interviene Mikail: iniziativa personale anche economica, lo stato non ci aiuta.

Abbiamo un poco di collaborazione solo dalla chiesa ortodossa ed in parte dagli alcolisti anonimi.Purtroppo le famiglie non frequentano.

Irina da Mogilev: bisogna bussare anche alle amministrazioni e, si possono ottenere anche aiuti.

La discussione entra nel vivo, vengono portate diverse esperienze, la tensione cala, qualche battuta ed inizia la condivisione delle singole esperienze.

Credo sia lo spirito giusto, liberarsi dal controllo e dal giudizio: il problema é comune, ci tocca, non solo ci compete quali insegnanti.

Si delineano tre punti di vista: 

-    chi sá giá tutto e crede di poter insegnare... (Mozir non a caso i due soli uomini)

-    chi giá sá! Ma non ha i mezzi economici per... E li chiede (Dribin)

-    chi ci sta provando, ancora non é arrivato ma, ci crede molto (Mogilev e Kalinkovichi)

 

Si manifesta l’esigenza di una rete che coordini le varie iniziative ed esperienze.

Il problema di un singolo club può apparire insuperabile ma, se confrontato e condiviso con l’esperienza degli altri può dimostrasi meno difficile.

 

Si concretizza la mancanza di un vero leader che possa coagulare e motivare le varie realtà ancora attive in Bielorussia.

La freschezza delle motivazioni e l’entusiasmo traspaiono dai servitori usciti dall’ultimo corso di sensibilizzazione di Mogilev. Il tempo purtroppo diluisce, allontana e distrae.

 

L’unica garanzia di successo del progetto é permettere finalmente alle persone che frequentano i club di prendersi carico del problema, allontanando la chimera della “bacchetta magica”, dell’indispensabile aiuto materiale e finanziario dall’esterno.

Aver frequentato da parte  mia il corso a Mogilev e condiviso le visioni dei miei “colleghi” di allora,  mi fa’ pensate che tutto ciò é non solo nello spirito della Fondazione ma sia anche l’elemento fondamentale ed indispensabile del metodo Hudolin.

Pertanto credo si debba promuovere da parte della Fondazione la nascita di una figura di coordinatore in Bielorussia in modo che possa creare veramente una rete di supporto e stimolo ai club ancora esistenti e a quelli che nasceranno dai nuovi corsi di sensibilizzazione.

 

 

Raffaele Vezzola - Comitato Santa Barbara - Lodrone (TN)

 

 

La squadra per questo viaggio era composta da Sandro Tironi, Alberto Bonifazi, Guido Dellagiacoma da Nastya la nostra interprete, Ivan l’autista ed io.

Siamo rimasti in Bielorussia dal 25 al 30 di Aprile visitando una dozzina di istituti ed incontrando gli insegnanti servitori dei Club per la lotta all’alcolismo.

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